Now Playing Tracks

E’ una delle peggiori sensazioni, a mio parere.
Ti senti morire dentro.
Giorni di dolcezza, sorrisi infiniti, sorrisi che dopo un periodo buio tornano a splendere come non mai.
Ma bisogna farsene una ragione, TUTTO FINISCE.
Tutto d’un tratto arriverà, arriverà quel maledetto giorno in cui sei costretto a mettere tutto in una scatola dei ricordi, senza sapere se ricacciare tutto fuori, senza sapere se piangere, ridere, incazzarsi.. senza sapere se continuare a lottare per quello che vuoi.
Ti senti morire dentro.
Ti senti morire dentro quando pensavi di non perdere MAI quella persona. Non una qualsiasi, MA QUELLA.
Eppure succede. Eppure è successo.
Bisogna farsene una ragione.
Le persone vanno e vengono, con i loro sbalzi d’umore senza rendersi conto che nonostante le cose negative potevano rimanere, almeno per essere coerenti nella loro perenne frase ” IO CI SARO’ SEMPRE PER TE. NON MI PERDERAI MAI. QUALUNQUE COSA SUCCEDA. BUONA O CATTIVA CHE SIA.”
Ti senti morire..
Ma con pazienza bisogna solo lottare per la propria felicità.
IL DOLORE PASSERA’ PIANO PIANO.


SI UCCIDE IL MALE SEPPELLENDOLO DALLE RISATE.
E’ così, che funziona.

Buonanotte… qui è Radio Raptus… e io sono Benassi… Ivan. Forse lì c’è qualcuno che non dorme, be’ comunque che ci siate oppure no, io c’ho una cosa da dire. Oggi ho avuto una discussione con un mio amico; lui… lui è uno di quelli bravi, bravi a credere a quello in cui gli dicono di credere. Lui dice che se uno non crede in certe cose non crede in niente. Be’ non è vero… anch’io credo…Credo nelle rovesciate di Bonimba, e nei riff di Keith Richards.
Credo al doppio suono di campanello del padrone di casa che vuole l’affitto ogni primo del mese.
Credo che ognuno di noi si meriterebbe di avere una madre e un padre che siano decenti con lui almeno finché non si sta in piedi.
Credo che un’Inter come quella di Corso, Mazzola e Suarez non ci sarà mai più, ma non è detto che non ce ne saranno altre belle in maniera diversa.
Credo che non sia tutto qua, però prima di credere in qualcos’altro bisogna fare i conti con quello che c’è qua, e allora mi sa che crederò prima o poi in qualche Dio.
Credo che se mai avrò una famiglia sarà dura tirare avanti con trecento mila al mese, però credo anche che se non leccherò culi come fa il mio caporeparto difficilmente cambieranno le cose.
Credo che c’ho un buco grosso dentro, ma anche che il rock n’ roll, qualche amichetta, il calcio, qualche soddisfazione sul lavoro, le stronzate con gli amici ogni tanto questo buco me lo riempiono.
Credo che la voglia di scappare da un paese con ventimila abitanti vuol dire che hai voglia di scappare da te stesso, e credo che da te non ci scappi neanche se sei Eddy Merckx.
Credo che non è giusto giudicare la vita degli altri, perché comunque non puoi sapere proprio un cazzo della vita degli altri. Credo che per credere, certi momenti ti serve molta energia. Ecco, allora vedete un po’ di ricaricare le vostre scorte con questo…

Dal film: Radiofreccia di Luciano Ligabue.

“che è successo non lo so
che mi hai fatto non lo so
so soltanto che se te ne vai io morirò
che è successo non lo so
che mi hai fatto non lo so
so soltanto che se non ci sei
io morirò d’amore”

Jovanotti.

Ti hanno insegnato fin da piccolo che Amore, nell’ambito dell’analisi grammaticale, è un nome astratto. Se ingenuamente osavi sbagliare, avrebbero corretto il tuo errore spiegandoti che: ‘Astratte sono tutte quelle sensazioni che non sono percepibili con i cinque sensi. Vuoi degli esempi? La felicità, l’amore, il dolore, la spensieratezza’. Appresa la lezione saresti arrivato a casa e avresti ripetuto ciò che loro volevano sentirsi dire: che l’amore non si sente, il dolore non lo puoi toccare e la felicità non c’è modo di gustarla. Ma arriva il giorno che ti accorgi, analizzando non più una frase ma te stesso, che ciò che hai appreso è creta modellabile nelle mani della vita. Scordati la definizione di Amore perché appena lo incontrerai smentirà ciò che ti hanno indottrinato. L’Amore diventerà tuo maestro, non ti darà nessuno strumento su cui studiare e ti metterà alla prova ogni giorno. Non puoi replicare, non puoi contestare, avrà sempre il coltello dalla parte del manico. Ti mostrerà la grammatica del cuore e la tua pelle sarà un taccuino su cui segnerà le vittorie e le sconfitte. Non ci sarà nessuna teoria da applicare, nessun esempio che ti sarà utile, arriverà una persona e su di lei farai pratica. Ti farai le ossa. Ed è arrivando a questo punto che l’amore diventerà mezzo. Si affiderà a te e tu dovrai proteggerlo perché dovrai dimostrargli che i suoi insegnamenti sono serviti a qualcosa, che lui ha un senso, che lui è giusto. Ti toglierà tanto ma tanto dovrai dare. Lui ha accettato di mettersi nelle tue mani, ha dato fiducia a te: un inesperto. Un generale che vuole essere protetto dal proprio soldato appena arruolato: un folle che rischia il suo nome, l’intera sua esistenza per fargli far pratica. Così agisce l’Amore. Si affida a te e a te si abbandona. Soffrirà con te, piangerà lacrime amare, si congratulerà, si feliciterà con te. Perderà al tuo fianco, ti farà fare la figura dello stupido. Per lui perderai la dignità e in nome di lui metterai da parte antichi sentimenti come l’orgoglio. Per lui annullerai te stesso. Accanto a te sarà quando stringerai la mano di chi ami, sempre con te sarà quando guarderai negli occhi chi tu vuoi. Non ti accuserà di averlo fatto soffrire o di averlo ridicolizzato o addirittura di averlo trattato male. Ti chiederà solo una cosa: fammi vivere. Sarà egoista: vorrà sempre essere pensato. Non ti lascerà in pace: vorrà essere sempre in mezzo ai piedi, vorrà che ogni cosa sia fatta in nome suo, vorrà essere curato, vorrà essere sollevato, vorrà essere divertito. Pretenderà a tutti i costi una cosa: essere vissuto. Un giorno ti sveglierai e, non vedendolo, penserai che ti ha abbandonato. Ma così non è. Non temere: tornerà. All’Amore non piace dire addio al posto che l’ha accolto. Può cercarne un altro, può trovare un luogo più accogliente di quello che tu gli hai dato ma mai nessun porto sarà sicuro per attraccare tanto quanto lo è quello che gli hai offerto tu. Potrai usare il suo nome per descrivere altri sentimenti ma ti sveglierà e ti dirà: ‘Non sono io’. Potrai usare il nome di altri sentimenti per non invocare il suo. Sappi una cosa: ti troverà, tu scapperai, ti rincorrerà e ti dirà: ‘Sono io’. Sarà come un Dio a cui ti affiderai, perderai la fede ma non preoccuparti, perché avrà sempre un piano per te. Tieni a mente una cosa: se non sarà lui, ti saluterà. Se sarà lui, non ti lascerà mai per il resto della vita. Anche se non soddisferai la sua fame di gloria, di vita, lui continuerà a rimanerti accanto. Ce n’è uno per ognuno di noi, ci entrerà dentro e non potremo far altro che prenderlo con noi. Non ce ne sarà un altro: sarà lui l’unico. Rimarrà sveglio ma potrebbe anche addormentarsi. Per un giorno, un mese, un anno, una vita. Ma non sarà morto. Mai morto. Basterà una frase, basterà un ricordo a te caro per farlo risvegliare. Sarà in te e nessun altro potrà prendere il suo posto. Vivrai altre esperienze, penserai di averlo dimenticato, penserai che qualche altro sentimento l’abbia sostituito, che l’abbia annullato. Così non è. Non sarai mai solo perché una volta che l’hai incontrato, ti seguirà ovunque tu vada, con chiunque tu sia. Arrivati al capolinea ti dirà: ‘Ti ho preso in ostaggio, hai sofferto per me, hai dimenticato chi sei, hai calpestato le tue leggi morali. Ti ho fatto sorridere, ti ho fatto pensare che bastavo io per vivere una vita che sia degna di essere chiamata tale. Ho trasformato la tua pelle in corde di Arpe e ogni volta che ti ho toccato, hai vibrato. I tuoi brividi sono stati la mia musica. Ti ho fatto mentire, tradire, ti ho fatto perdere il lume della ragione. Ti ho fatto provare altri sentimenti, ti ho presentato la Gelosia, l’Attrazione, la Nostalgia. Non ha importanza se non è finita nel migliore dei modi, se non mi hai espresso come volevo essere espresso, se hai infangato il mio nome, se non sei riuscito a portarmi a termine. Non ha importanza se mi hai messo nelle mani sbagliate. Non ha importanza se mi hai calpestato, se mi hai reso felice, se mi hai fatto camminare sempre a testa alta. Non hanno importanza i sacrifici, i pianti, i sorrisi, le parole con le quali mi hai descritto. Il tuo miglior successo è di avermi fatto vivere.

Genitori: perché gli altri hanno figlie così brave e gentili? Sbrigati, alzati, giù dal letto, lavati, vestiti che è già tardi, attenta per strada, non fidarti di nessuno, il mondo è marcio, pieno zeppo di cani e porci, guai a te se ti becco a fumare, mi raccomando, studia, aiuta tua madre, lava i piatti, pulisci, spolvera, lascia in pace tuo fratello, abbi un po’ di rispetto, non girare per casa, razza di scansafatiche, non startene lì impalata! Sei inutile! Non piangere! Non gridare! Spegni quel computer, molla il telefono! Non sbuffare! Datti una mossa, alza il culo! Con te è tempo perso: non farai mai niente di buono nella vita.

Scuola: sei un’idiota, ti impegni poco, la sufficienza non basta, perché non prendi voti più alti? Apri il libro, stai attenta, non distrarti, ripeti, non distrarti, non scarabocchiare sul banco coi pennarelli, non distrarti. Che incompetente. Sarai una fallita. Mi dispiace ma non hai futuro.

Specchio: per l’amor del cielo quanto fai schifo, non ti vergogni? Esci sul serio di casa con quella faccia? Sei brutta. Offendi tua madre che ti ha partorita, povera donna, come fa a volerti bene? Guarda quegli occhiali, l’apparecchio, il naso storto, i brufoli, le occhiaie. Sei magra, mangia di più! Sei grassa, dimagrisci, mettiti a dieta! Usi il reggiseno? Quindi la retromarcia? Sei piatta, sei bassa, sei goffa, buffa, ridicola, banale.

Cellulare: perché diavolo ti aspetti che arrivi un nuovo sms? Chi cazzo dovrebbe mai inviartene uno?

Facebook: richieste di amicizia? Nuovi messaggi? Commenti? “Mi piace”? Credi davvero che riceverai delle notifiche? Sei invisibile anche online.

Amici: che significa che non esci? E perché? In punizione? Di nuovo?! Che gran bastardo tuo padre. Ma cos’è che non va? Hai un muso lungo. E lui? Vi siete lasciati? Quanta depressione, stai proprio una merda! Su col morale! Vuoi fare un tiro? Come non fumi? Minchia. Sei ‘na sottona sfigata.

Musica: ehi, tesoro, eccoti finalmente. Stai bene? Forza, sii paziente, ogni cosa si aggiusterà. A scuola andrà bene. Sei una figlia adorabile, sei splendida, amati, sei speciale. Dai, adesso mostrami quel sorriso… avanti, non essere triste. Spegni la luce, rilassati e ascoltami. Chiudi gli occhi, dimentica il resto, ora dormi. Ti cullerò io. Canterò tutta la notte se vuoi.

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